| La Maiella |
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| lunedì 13 agosto 2007 | |
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Appunti escursione sulla Maiella - 2007
La Maiella
Geografia La catena della Maiella si eleva a circa 30 Km dal mare, nelle province di Chieti, Pescara e L'Aquila e comprende il massiccio propriamente detto e la montagna del Morrone, che ne costituisce un' appendice, separata dal guado o passo di S. Leonardo. Il massiccio si presenta in forma ellissoidale con diametro di Km 12 e 30 con asse nord-sud, parallelo ai meridiani. Tutta l' anticlinale calcarea comprende 61 cime e molti altipiani, ha come vetta più elevata il Monte Amaro (m 2795 s.l.m.), ed il 38% delle sue vette supera i 1400 m di altitudine. Si profila orograficamente snodandosi a nord da Montepiano (m 650) al Piano di Tarica (m 1500), e tramite il guado di Passolanciano (m 1318) alla Maielletta (m 1995), da qui al Block Haus (m 2140), a Cima Cavallo (m 2171), poi a Monte Focalone (m 2676), a Cima Pomilio (m 2656) fino a Monte Amaro (m 2795). Ad oriente si ergono i contrafforti di Cima delle Murelle (m 2596) e di Monte Acquaviva (m 2737). Verso sud si articola nel Monte Macellaro (m 2636), nella Valle di Femmina Morta (m 2423), nellà Tavola Rotonda (m 2403), e per il Guado di Coccia (m 1652) nel Monte Porrara (m 2137) fino a giungere al Quarto di S. Chiara (m 1243).
Cenni sulla geologia dell'Appennino
L'edificio calcareo della Maiella è senz'altro tra i più suggestivi e compositi dell' Appennino. In esso infatti si associano morfologie contrastanti quale risultato di una lunga e complessa storia geologica. Le formazioni geologiche che affiorano nel massiccio definiscono un intervallo stratigrafico che va dal Giurassico medio-superiore al Miocene superiore. Durante questo intervallo le assise calcaree che ora si innalzano possenti, si formavano all'interno di un paleoceano; la tetide. In particolare i fossili e le facies riconoscibili nelle formazioni ci permettono di ricostruire gli antichi ambienti marini. La Maiella costituisce un'area assai interessante sotto questo aspetto perché vi affiorano calcari di piattaforma, scogliera e scarpata con la quale si ha la transizione ai calcari di mare aperto (bacino pelagico) affioranti in altri rilievi dell' Appennino. Già nell' Oligocene parte della Maiella era emersa e costituiva una delle molte isole "appenniniche". Solo con il Pliocene inferiore, come per tutto il settore Adriatico dell' Appennino, si avrà la completa continentalità del massiccio mentre il mare in ritiro verso Est lambiva i suoi versanti orientali. E' dunque dall’Oligocene al Pliocene che l'orogenesi appenninica, nell'ambito di quella denominata dai geologi orogenesi Alpina, definisce i caratteri morfostrutturali della penisola italiana. Tale evoluzione geodinamica di questa porzione della terra non è cessata e a testimoniarlo sono i numerosi terremoti con i quali viviamo ogni giorno. Il lento ma continuo dinamismo della terra porterà, così, a far scomparire il mare Adriatico fra circa 50 milioni di anni. Al suo posto vi saranno nuove catene montuose formate da quei sedimenti che ora e prima di ora si sono deposti nel mare. Contemporaneamente si allargherà un nuovo oceano, il Tirreno, nato circa 7 milioni di anni fa.
Geologia della Maiella
Geologicamente la Maiella è formata da sedimenti calcarei di età compresa tra il Giurassico medio e il Miocene medio. Gli antichi ambienti sono caratterizzati nel Mesozoico da una scogliera a rudiste e coralli e altri organismi costruttori. La scogliera era circondata da un fondale neritico dove vivevano molluschi e foraminiferi, pesci etc. Nell'Eocene e nel Miocene si hanno delle variazioni ambientali. Si affermano infatti ampi litorali a fondo sabbioso, barre, falesie, (calcari cristalli), caratterizzati da una fauna a macro- foraminiferi prima (Nummulites), da alghe, bivalvi, echinidi poi. Gli edifici a scogliera nel Cenozoico sono più rari, limitati e spesso di breve vita. Essi affiorano e sono osservabili su cima Pomilio e su Monte Amaro, evidenziati per la loro maggiore resistenza all'erosione. Il massiccio del Morrone ed il Monte Porrara emergono definitivamente nell'Eocene inferiore (Era Cenozoica), mentre nell'Oligocene comincia l'emersione centrale e meridionale della Maiella che si struttura definitivamente nel Pliocene Inferiore. Un breve ma importante periodo dì emersione della catena è già testimoniato nel Cretacico medio con i depositi di bauxiti, paleo- suoli ricchi di Alluminio. Nel Pliocene inferiore tra la Maiella e il Morrone rimane un piccolo braccio di mare, successivamente la tettonica Plio- quaternaria eleverà e separerà completamente in due catene distinte la Maiella e il Morrone. La sismologia storica dimostra l'esistenza di movimenti neotettonici ancora in atto con dislocazioni verticali (Pleistocene) che hanno ridefinito la Maiella nella recente configurazione. Nella Maiella il Cretacico è caratterizzato dalla presenza di strati calcarei ricchi di bivalvi assai tipici: le rudiste, e di calcari a coralli. Sono dell’Eocene i calcari detritici con Nummulites e gli eteropici calcari con selce di mare aperto che affiorano nel Morrone e con i quali si ha l' ambiente di transizione verso il dominio pelagico che caratterizza i terreni geologici delle Marche e dell'Umbria. Appartengono infine al Miocene i calcari in banchi con Litotamni (algbe) e pectinidi, gli stradi marnosi a pesci e i calcari bituminosi. Nelle valli interne si trovano depositi quaternari, con terreni alluvionali, periglaciali e paleosuoli prodotti dall'alterazione superficiale delle rocce ad opera degli agenti atmosferici in climi particolari. Questi sedimenti e la morfologia testimoniano l'alternarsi di fasi a clima freddo e caldo (glaciale e interglaciale) che hanno caratterizzato il Quaternario continentale della Maiella. Del Pleistocene medio sono i paleosuoli rossi argillosi presenti sugli altipiani nella parte settentrionale della catena. Proprio nella valle di Caramanico che separa Maiella e Morrone i depositi morenici di origine fluvio- glaciale (Rissiani e Wurmiani) sono ampiamente affioranti. I sedimenti più recenti sono detriti e colluvi opera di agenti atmosferici, chimici, fisici, meccanici, antropici, movimenti tettonici che nel tempo modificheranno il profilo attuale della montagna: sono i processi geologici che l'uomo osserva direttamente. Segreteria Anteo |
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| Ultimo aggiornamento ( lunedì 13 agosto 2007 ) |
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